1 giugno 2010

Amos Oz: «Grave errore di stupidità. Ora il governo tolga l'assedio a Gaza»

Intervista de Il Corriere della Sera

Stupidità. In questa storia d'orrore e di tenebra, Amos Oz non vede molto di più della stupidità del male. «Sono abbastanza abituato a queste esplosioni d'insensatezza...». Qualcuna è riuscito a spiegarsela, qualcuna l'ha pure capita. Ma stavolta.. E davanti alla tv, il computer acceso lì vicino: «Non ci sono molte idee, dietro cose come queste. ll governo israeliano ha commesso un errore d'una stupidità enorme - dice. Si sono messi in testa di bloccare quelle navi, di cui probabilmente non si sarebbe accorto nessuno. Hanno creato un clima d'attesa. Per giorni, in Israele non si parlava d'altro. Questa è stupidità: avrebbero dovuto lasciarli passare, ci avrebbero guadagnato tutti».

La comunità internazionale, i palestinesi parlano d'un crimine di guerra...
«Io non sono sicuro che si possa parlare d'un crimine di guerra...».

Sparare sui civili, nelle acque internazionali...
«Un crimine di guerra presuppone che ci siano dei militari che aprono il fuoco, deliberatamente e senza preavviso, su persone inermi che subiscono solamente. Qui, non sono sicuro che le cose siano andate così. C'è stato uno scambio di violenze, anche se ovviamente di proporzioni diverse».

Ma quelli erano, comunque, pacifisti. Armati di biglie e dl bastoni...
«Io non li conosco, questi pacifisti. Molti di loro non si possono definire così. Sono islamici militanti, simpatizzanti di Hamas, hanno legami con organizzazioni terroristiche. Credo che cercassero la provocazione. Questo è un fatto. In mezzo, certo, hanno dei pacifisti in buona fede. E poi, comunque la pensino, fermarli e ucciderli è un errore. In un confronto armato fra militari e civili, il militare appare sempre dalla parte sbaglia- ta».

I soldati forse sono andati ben oltre il mandato.
«I soldati fanno quel che i loro politici comandano. ll governo deve assumersi le responsabilità di questi errori. E se necessario, dimettersi. Perché qui torna la colpa per stupidità. Nel passato, di questi episodi ne abbiamo visti molti. Un paio di settimane fa, il governo ha bloccato Noam Chomsky che entrava dalla Giordania. L'hanno interrogato per ore, in modo umiliante, e l'hanno rispedito indietro. Io lo conosco bene, il professor Chomsky, e posso rassicurare il governo israeliano: non attenta alla nostra sicurezza. Quando dominano gli estremismi, purtroppo, c'è un tipo di stupidità che non puoi controllare. Penso anche all'umiliazione che il nostro viceministro degli Esteri ha inflitto mesi fa all'ambasciatore turco: l'ha fatto sedere su una poltrona più bassa della sua, ha tolto le bandiere, gli ha fatto una pubblica reprimenda...».

Una volta era un Paese amico d'Israele, la Turchia.
«La Turchia è un pezzo fondamentale della nostra storia. Le relazioni sono quelle d'un rapporto secolare. Ci sono migliaia d'ebrei turchi, qui, e migliaia d'israeliani che lavorano in Turchia. E il più grande Paese musulmano del Medio Oriente: conservarne l'amicizia significa tenere una porta aperta su un mondo ostile. Ma in questo deterioramento, an che la classe politica turca ha fatto di tutto perché i rapporti si guastassero. Erdogan ha usato spesso toni d'una durezza inaudita E i suoi nuovi legami con Iran e Siria non possono certo tranquillizzarci».

Siamo a un punto di svolta, per Gaza?
«E troppo presto, per dirlo. Sicuramente, siamo arrivati al momento in cui Hamas deve rilasciare Shalit e il governo israeliano deve togliere l'assedio a Gara. Non so se avremo un accordo, sul blocco. Questo governo Netanyahu ormai fa un errore di stupidità ogni mese. L'annuncio della costruzione di case a Genisalemme Est durante la visita del vicepresidente americano, fu un capolavoro. Speri sempre che non ci caschino, e invece ci cascano sempre. In questa chiave, potrebbe essere molto importante l'incontro fissato per domani (oggi, ndr) a Washington fra Obama e Netanyahu...».

Guardi, arriva ora sul cellulare la notizia: Netanyahu ha deciso di cancellare l'appuntamento alla Casa Bianca e di tornare a casa.
«Ah sì? Io speravo ne uscisse una decisione, poteva essere il momento buono. Invece questa cancellazione conferma che è l'ennesimo errore. Anche di Obama. Un altro stupido errore. Parlarsi, è sempre meglio che non dirsi nulla».

Il governo israeliano può rimediare a questo disastro d'immagine?
«L'unico modo è togliere l'assedio a Gaia».

Ma crede che l'opinione pubblica stavolta appoggi compatta, come fu' con la guerra d'un anno e mezzo fa? «Credo che ora si dapraun grande dibattito sulla sensatezza e sulla stupidità della nostra politica a Gaza. Anche se temo che, un'altra volta, a prevalere siano gli estremisti»