23 luglio 2010

"I tagli di Tremonti stanno uccidendo la diplomazia italiana"

Intervista a Piero Fassino di Umberto De Giovannangeli - L'Unità

Svilire la nostra diplomazia non è solo offensivo verso le persone. E anche disprezzare un patrimonio del Paese». A sostenerlo è Piero Fassino, presidente del forum esteri del Partito democratico. «Tremonti - denuncia Fassino -uccide anche la Farnesina».

Lunedì prossimo le feluche sciopereranno. La manovra di Tremonti, denunciano i diplomatici e le loro rappresentanze sindacali, apre la strada allo smantellamento della Farnesina.
«Il rischio è certamente molto grande. L'anno scorso ci fu un taglio consistente, che per alcune ambasciate anche importanti arriv fino al 50% delle risorse. Quest' anno un altro taglio. Stiamo diventando, fra i Paesi del G8 e dell' Unione Europea, quello che spende di meno per la propria politica estera. E questo avviene proprio quando, invece, la dimensione internazionale entra sempre pi nella vita di ogni singolo Paese. In alcuni settori il taglio mette in ginocchio l'amministrazione del Mae (Ministero Affari Esteri), come nel caso della Cooperazione allo sviluppo, dove siamo sotto lo 0,15% del Pil, il pi basso indice tra tutti i Paesi Ocse: ormai ci limitiamo a gestire un ridotto numero di pro- geni decisi nel passato. E c'è dell'altro ancora».

Cos'altro?
«I tagli alla Difesa, una parte dei quali incide anche sulla politica estera, al punto che le missioni internazionali di pac vengono finanziate ricorrendo al gioco del lotto... Credo che una cosa simile non avvenga in nessun altro Paese. E aggiungiamoci i provvedimenti di Brunetta, grazie ai quali se non ci fosse stato un emendamento sostenuto anche dall'opposizione che li blocca avremmo dovuto richiamare gli attuali ambasciatori a Londra, a Washington, a Parigi, alcuni dei quali nominati solo, da pochi mesi. Non solo. In questo modo la stessa riforma del Mae rischia di essere compromessa. Si tratta di una riforma giusta nell'impianto, perché riorganizza l'attività diplomatica sempre pi in una chiave multilaterale che si affianca alla tradizionale dimensione bilaterale. Ma questo comporta necessariamente risorse adeguate, perché anche in politica estera non si fanno le nozze con i fichi secchi».

Le tardive proteste del titolare della Farnesina, Franco Frattini, si sono scontrate con il muro dell'intransigenza eretto dal ministro dell'Economia. Perché questa chiusura di Tremonti?
«Perché Tremonti ha un unico obiettivo: rastrellare soldi per coprire i buchi di un debito che è cresciuto oltre ogni misura per effetto delle sue politiche. E cresciuta la spesa corrente e si sono ridotti gli introiti fiscali. Ma anziché affrontare questi due nodi seriamente, Tremonti fa altre due operazioni».

Quali?
«Mette abbondantemente le mani nelle tasche degli italiani, che subiranno una raffica di aumenti delle tariffe dei servizi pubblici, e taglia alla cieca sulla Pubblica amministrazione, smantellando comparti essenziali per il funzionamento dello Stato».

Tornando all'italia nel mondo. Dall'Aiuto pubblico allo sviluppo alla Campagna per il Millennio delle Nazioni Unite, dalla lotta alla povertà a quella contro l'Aids: cambiano i fronti, ma l'Italia è sempre maglia nera in Europa quanto a impegni internazionali non mantenuti...
«Ed è una situazione che si è aggravata con Berlusconi, il quale quando partecipa ai vertici internazionali promette a destra e a sinistra una serie di impegni significativi che poi puntualmente non vengono onorati, con una evidente caduta di credibilità del nostro Paese».

A proposito di credibilità. Il mondo della Cooperazione e del volontariato ha lanciato in questi mesi ripetute grida d'allarme: stanno uccidendo la Cooperazione. Ma questa non doveva essere un perno del sistema-Italia nel mondo, il fondamento di una diplomazia del fare?
«Quella denuncia allarmata è del tutto fondata. Questo governo non capisce che gli Aiuti allo sviluppo non sono un lusso che ci si pu concedere nei periodi di vac che grasse. Sono una leva strategica della politica estera. E ridurre l'investimento nella Cooperazione significa soltanto ridurre ulteriormente il ruolo e il credito del nostro Paese. Per questo il Pd intende rilanciare con forza, fin da settembre, perché l'Italia possa avere una Cooperazione allo sviluppo degna di questo nome».

Anche i fondi per la formazione delle nuove leve della nostra diplomazia sono stati dimezzati rispetto al 2009...
«Un'altra scelta miope e incomprensibile, perché investire sulle risorse umane e sulle nuove leve dovrebbe essere una priorità».

C'è chi sostiene che lunedì prossimo incroceranno le braccia dei privilegiati, i diplomatici...
«Questa è una caricatura, un luogo comune che Tremonti e Brunetta usano nella loro demagogia. Io ho lavorato per tre anni al ministero degli Esteri e ho fatto per un anno il ministro del Commercio con l'estero: ho avuto modo di conoscere e apprezzare una struttura diplomatica densa di professionalità, di passione e di dedizione. Con i tagli che s no già stati fatti negli anni scorsi da Tremonti, a cui si aggiungono quelli di oggi, molte ambasciate avrebbero chiuso se non ci fosse stato l'impegno personale e la dedizione dei nostri diplomatici. Svilire la nostra diplomazia non è solo offensivo verso le persone che in essa operano. E anche disprezzare un patrimonio del Paese».