25 marzo 2010

"La destra avvelena la democrazia, é un altro caso Telekom Serbia"

di Alberto D'Argenio, La Repubblica

Onorevole Fassino, che effetto le fa leggere il percorso che fecero le intercettazioni tra lei eConsorte prima di essere pubblicate?
«La conferma che intorno a quella telefonata sia stato organizzato un agguato. Naturalmente attendo la conclusione dell'indagine di Milano e sono fiducioso che i magistrati accerteranno quanto è avvenuto e tutte le responsabilità. Mi auguro si faccia in fretta e se i fatti risultassero confermati risulterebbe chiaro che una conversazione privata e del tutto innocua - come per altro poi riconobbe la magistratura - sia stata strumentalizzata in modo brutale e cinico per un'opera di discredito e delegittimazione della mia persona, dei Ds che allora dirigevo e del centrosinistra».

Come giudica il comportamento tenuto in questa vicenda dal premier?
«Alla luce di quello che ho letto, risulta sconcertante l'intervista alla Stampa dell'altro ieri nella quale Berlusconi si chiede in quale altro Paese al mondo un cittadino non possa parlare liberamente in una conversazione privata senza veder intercettate e sbattute sui giornali le sue parole distorte e utilizzate per screditarlo. E' esattamente quello che il Giornale ha fatto a me. La mia telefonata venne pubbllcata illegalmente e per di più distorta perché la famosa frase abbiamo una banca aveva un tono ironico ed era seguita dalle parole scherzo naturalmente, perché la banca è di chi la compra. Queste parole furono censurate dal Giornale che enfatizzò quel abbiamo una banca al di là del suo significato effettivo».

Insomma, vuol dire che il Cavaliere predica bene e razzola in tutt'altro modo?
«Sì, e infatti sono io che chiedo a Berlusconi: se i macistrati confermeranno i fatti, considera normale tutto questo? E ritiene normale che un capo del governo riceva nella sua residenza privata persone incaricate di delicate attività per conto dello Stato, da loro abbia come regalo di Natale informazioni riservate alla sola autorità giudiziaria che lo fanno esultare e che pochi giorni dopo vengono pubblicate illegalmente dal giornale di sua proprietà. Così come chiedo a Berlusconi se trova normale che tutti quelli che vogliono denigrare e calunniare qualcuno sentano il dovere di farlo sapere al presidente dcl Consiglio».

Vede altri casi simili?
«La stessa dinamica l'abbiamo vista sul caso Telekom Serbia. Non credo fatti del genere avvengano in nessun Paese civile e la mia conclusion e è molto semplice: la destra ha la grave responsabilità di avere introdotto nella dialettica politica tossine pericolosissime che avvelenano la demnocrazia».

Valuta azioni legali nei confronti di Berlusconi?
«Ho dato mandato ai miei legali di adottare in relazione allo sviluppo e alle conclusioni dell'inchiesta tutte le iniziative per tutelare la mia persona contro chiunque abbia condotto azioni in danno mio e del partito che dirigevo».

Dopo quanto è successo ha cambiato idea sulla riforma delle intercettazioni perseguita dal premier?
«No, continuo a pensare che le intercettazioni siano un prezioso strumento d'indagine senza le quali la magistratura non avrebbe mai scoperto gli orrori della clinica di Milano, arrestato capi di mafia e 'ndrangheta e portato alla luce le brutte vicende della Protezione civile. Resto quindi fermamente contrario a qualsiasi idea di limitare le intercettazioni il cui uso deve essere lasciato alla discrezionalità dei magistrati. Essendo uno strumento molto invasivo, ci deve per essere un grande rigore nel loro utilizzo e nella loro pubblicazione. E in ogni caso registro che alla destra non piacciono le intercettazioni legati, ma quelle illegali sì».