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16 giugno 2024
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8 e 9 GIUGNO: UNA SCELTA DI CAMPO
Se ancora qualcuno aveva dei dubbi, i toni assunti da Giorgia Meloni in queste settimane non lasciano adito a equivoci. Dismessi i panni istituzionali di Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha indossato l'armatura di aggressivo leader di partito rilanciando tutte le parole d'ordine oltranziste del bagaglio antieuropeo della destra nazionalista e populista...(6 giugno 2024)

LA POSTA IN GIOCO IL 9 GIUGNO
"Il lupo perde il pelo, ma non il vizio". È un proverbio popolare che calza a pennello con i panni elettorali indossati in queste settimane da Giorgia Meloni. Assunto l'incarico di capo del governo la Presidente del Consiglio si era data una postura "istituzionale" cercando così di superare le molte diffidenze suscitate in Italia e in Europa. E in ansia di legittimazione aveva soprattutto messo la sordina alle posizioni euroscettiche - e in alcuni casi proprio antieuropee - sue e del suo partito. E ne è stata manifestazione esplicita la ricerca affannosa di un rapporto politico e personale con la Presidente della Commissione europea Ursula Van der Leyen. La quale, non sicura della riconferma al vertice dell'Unione, non si è ritratta offrendo alla Meloni un accreditamento europeo...(25 maggio 2024)

LA SFIDA EUROPEA E LA DESTRA
Ci sono almeno due ragioni che hanno spinto la Presidente Meloni a decidere di candidarsi in tutte le circoscrizioni italiane per la elezione del Parlamento europeo.
La prima è la scelta di utilizzare il passaggio elettorale per radicare consenso a quel "premierato a elezione diretta" con cui la Meloni intende trasformare il sistema politico, in un rapporto plebiscitario e diretto leader-popolo, bypassando il ruolo di mediazione politica svolto dalle istituzioni (Parlamento e Presidenza della Repubblica) e dai partiti politici. Un modello populistico enfatizzato dalla richiesta di votare per "Giorgia", donna del popolo antagonista delle elites. Una modalità che richiama la figura di Evita Peron...(11 maggio 2024)

 
L'EUROPA AL BIVIO DEL SUO DESTINO
Mancano ormai solo 45 giorni al 9 giugno quando gli italiani, insieme a oltre 400 milioni di europei, saranno chiamati a eleggere il nuovo Parlamento europeo.
Un elezione molto diversa da tutte le precedenti elezioni europee, dove non era in discussione il valore della integrazione europea e tutte le forze politiche - di sinistra, di centro, di destra - pur con accenti diversi si dichiaravano europeiste...(24 aprile 2024)

La sciagurata e ingiustificata aggressione dell'Iran a Israele non ha sortito effetto e i suoi droni e missili sono stati bloccati. Adesso la priorità è evitare una spirale di ulteriore violenza, ottenere la liberazione degli ostaggi israeliani, applicare il cessate il fuoco e inoltrare gli aiuti umanitari. Fermare il conflitto prima che produca conseguenze ancor più devastanti.
14 apr 2024 - Piero Fassino

RESTITUIRE DIGNITÀ AL LAVORO
Ancora una tragedia sul lavoro. A Suviana, in una stazione di pompaggio dell'Enel letteralmente esplosa, lasciando sul campo i corpi senza vita di sette tecnici e operai. Saranno le indagini e gli accertamenti - che devono essere rapidi e scrupolosi - a rivelare le cause di questa ennesima tragedia. Ma di fronte a quelle vittime abbiamo il dovere di non farci scudo della sola fatalità...(13 aprile 2024)



“Il Pd? Deve parlare a moderati e riformisti.
E stare con Israele"
Intervista a Il Riformista

 
Il testo del manifesto


 

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Editoriali







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L'EUROPA AL BIVIO






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UNA VIOLENZA CIECA










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CAOS RUSSO

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