L’esito del referendum è netto e incontestabile. Le cifre parlano chiaro: il No prevale in 17 regioni su 20 e in tutti i capoluoghi di regione; una differenza percentuale a favore del NO di oltre 7 punti, ancora più ampia nel voto dei giovani; il ritorno al voto di elettori astensionisti con analoghe percentuali. Insomma una sonora bocciatura della riforma costituzionale proposta dal governo Meloni.
Naturalmente quando votano milioni di persone le ragioni del voto sono molteplici. C’è chi ha votato no perché contrario ai contenuti della riforma; o perché contrario alla modifica di ben 7 articoli della Costituzione; o perché irritato da una maggioranza che ha blindato un testo di riforma, rifiutando qualsiasi confronto; o perché preoccupato di una perdita di indipendenza della magistratura; o all’opposto perché preoccupato che, con la separazione delle carriere, crescesse ancora di più una autoreferenzialità incontrollata della magistratura inquirente...